visto? solo slanci, cose da poco,
solo fatti di breve borghesia,
un pranzo, un dire, l’amore, un trasloco,
insomma starci ma tu eri via
visto? non m’hai visto, non mi vedevi –
sentivi e senti forse – e te l’ho chiesto
no, non è tempo – giusto! – non potevi
(da chissà quale mondo disonesto…)
visto? un’eco, il vento, la ferrovia,
riposammo già col futuro dentro,
dentro la buca di un finale e via –
tu non c’entri più – ma io busso ed entro
visto? preesistemmoci – io ridevo –
perché era vero, perché eri tu, certo,
perché parlare, perché questo devo?
bellissima, non ti va, mi diverto
visto? tu mi ami di un odio sincero,
la tavola pronta, gli ospiti, i vini,
io no, io t’odio d’un amore vero,
sai, il rumore dell’addio non l’affini
visto? è tornato poi quello che era,
un incontro, una cura da inòculo
che era all’inizio, che era paura –
sangue basso, disillusione in circolo
visto? la vita che muore la vita,
la vita che ammazza la vita ancora
curioso fare, curiosa partita
dove, barando, perdo ora per ora